
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani è stato nominato “Ambasciatore dell’Ambiente”.
Un premio ampolloso e di grande prestigio, almeno in apparenza. Peccato che ad assegnarglielo sia stata la sua assessora all’Ambiente, che, in fin dei conti, ha finito per premiare il proprio ‘capo’ e con lui i propri colleghi di partito, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e quello del Senato Ignazio La Russa, entrambi, come lei, di Fratelli d’Italia. In pratica è come se ad autopremiarsi fosse stato lo stesso Schifani.
Peccato pure che tutta questa operazione sia stata tutt’altro che indolore per le casse regionali, considerato che è costata quasi 120 mila euro, in parte corrisposti a una società molto vicina a Fratelli d’Italia, visto che la sua amministratrice è stata candidata alle regionali per il partito di Giorgia Meloni ed è stata assessora alla Cultura a Catania con sindaco il patriota Salvo Pogliese.
Questi soldi non sono bruscolini e potevano essere utilizzati in un milione di altri modi, certamente molto più produttivi. Vogliamo andare a fondo alla vicenda, per questo abbiamo presentato un’interrogazione all’Ars e una richiesta di accesso agli atti, oltre a preparare un esposto alla Corte dei Conti per eventuale danno erariale. Se Schifani si vuole autocelebrare, lo faccia pure, ma lo faccia con i propri soldi senza mettere le mani nelle tasche dei siciliani.
Ciliegina sulla torta: con i soldi dei contribuenti, in coda alla manifestazione, è stata pure organizzata una cena nel lussuoso resort a 5 stelle Villa Athena, nel cuore del Parco archeologico della Valle dei Templi, cena alla quale sono stati invitati tutti i deputati dell’Assemblea Regionale. L’invito, ovviamente, è stato declinato dai deputati M5S.