Lavoratori e lavoratrici di San Nicola di Melfi devono essere messi al primo posto

Di Alessia Araneo, capogruppo M5S – Consiglio regionale della Basilicata.

Il 10 novembre abbiamo deciso, come Movimento 5 Stelle, di trascorrere la giornata insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dell’indotto Stellantis Pmc e Tiberina. Lavoratori e lavoratrici di San Nicola di Melfi con cui abbiamo condiviso un pranzo solidale.
Le tante mani operaie oggi si sono intrecciate attorno ad un tavolo: abbiamo pensato di portare loro solidarietà e vicinanza, ma non basta e io di questo sono pienamente consapevole.
Alla loro generosità, alla dignità e al coraggio della lotta che conducono devo tutta la mia riconoscenza.

Un coraggio che vorrei rappresentare con una storia, e precisamente quella di Donato.
Donato è un lavoratore della Pmc a cui mancano tre mesi dal pensionamento e, da quasi un mese, è in presidio permanente e dorme in una tenda, a San Nicola di Melfi.
Dunque questa lotta, la lotta che sta portando avanti, non è una lotta che combatte per sé stesso.
È una lotta per il posto di lavoro di domani, per il timore che questo posto di lavoro non ci sarà più per i suoi figli, i suoi nipoti e per le cosiddette generazioni future.
Questo è quello che dobbiamo imparare, la lezione che ci impartisce Donato, che impartiscono tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Dignità, coraggio nel difendere il proprio posto di lavoro per sé e per gli altri; una generosità, tuttavia, che non ho riscontrato nella classe dirigente della Regione Basilicata.

E mi riferisco all’assessore Cupparo e al presidente Bardi, che più volte ho sollecitato a venire qui a San Nicola di Melfi, che più volte ho sollecitato a discutere la famosa risoluzione su Stellantis e indotto, che pende sospesa, in Consiglio regionale, da circa un anno.
Per favore, assessore Cupparo e presidente Bardi, battete un colpo e non lo fate soltanto quando dovete accogliere l’amministratore delegato Filosa. Ricordate che non esiste una classe dirigente senza una classe operaia.
Personalmente, ho scelto di partire dalla classe operaia. Bene avete fatto ad omaggiare Filosa, male avete fatto invece a non presentarvi ai presidi di Tiberina e PMC. Venite qui, Presidente e Assessore, conoscete queste persone, le loro storie, i loro corpi per anni usurati in queste fabbriche e ora stritolati e buttati via.

Mi rifaccio, in conclusione, all’appello di un altro Donato che diceva “Non siamo carne da macello. Non vogliamo sussidi, vogliamo il lavoro”.
E allora, se questa Repubblica è fondata sul lavoro, proviamo a difenderlo insieme.
Bisogna fare la voce grossa non con gli operai, ma con Stellantis e chiedere che le commesse vengano restituite all’indotto altrimenti questa sarà l’anticamera di un effetto domino pericoloso.
Difendiamo il lavoro, impariamo dalle lavoratrici e dai lavoratori, dal loro coraggio e dalla loro dignità.