La manovra di guerra: come tolgono i soldi agli italiani per spenderli in armi

Venerdì 16 gennaio a Milano – sala del Belvedere del palazzo della Regione Lombardia

Interverranno:
Stefano Patuanelli, Capogruppo M5S Senato
Riccardo Ricciardi, Capogruppo M5S Camera dei Deputati
Elena Sironi e Bruno Marton, Senatori M5S
Gaetano Pedullà, Eurodeputato M5S
Nicola Di Marco, Capogruppo M5S Lombardia
Paola Pizzighini e Paola Pollini, Consigliere regionali M5S Lombardia

Interverrà inoltre il presidente del M5S Giuseppe Conte in collegamento video

Modera:
Dario Violi, Coordinatore regionale M5S Lombardia

Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria fino ad esaurimento posti

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Quella presentata dal Governo Meloni non è una manovra economica pensata per sostenere famiglie, lavoratori e imprese. È una scelta politica chiara e deliberata: austerità per la vita quotidiana degli italiani, espansione della spesa militare.

I numeri parlano da soli. Nel prossimo triennio sono previsti 23 miliardi di euro aggiuntivi destinati alla difesa. Per arrivare a questo obiettivo, il Governo riduce il deficit non per investire nello sviluppo, nel lavoro o nei servizi pubblici, ma per attivare le clausole che consentono nuovo debito destinato agli armamenti. Questa è la vera priorità della Manovra: le armi, non il benessere delle persone.

Ma come viene finanziata questa scelta? Con tagli e nuove tasse. Oltre il 60% delle risorse deriva da riduzioni di spesa: cinque miliardi sottratti al PNRR rimodulato e più di due miliardi di tagli lineari ai ministeri, che si traducono in meno risorse per trasporti, mobilità locale, energia e servizi essenziali. Nel frattempo, la pressione fiscale sale al 42,8%, il livello più alto degli ultimi dieci anni.

La sanità resta ferma ben al di sotto della media europea, al 6,4% del PIL, proprio mentre la spesa militare cresce in rapporto al PIL. È una scelta che dice molto sulle priorità di questo Governo.

Il risultato è una Manovra che definanzia il Paese reale. I salari sono ancora inferiori di quasi il 9% rispetto al 2021. L’industria è in difficoltà. L’età pensionabile continua ad aumentare. Le famiglie più fragili ricevono assegni e sostegni minimi, del tutto insufficienti a fronteggiare il caro vita e l’inflazione.

Di fronte a questo scenario, il Movimento 5 Stelle propone un’alternativa netta e concreta. Diciamo no alla Manovra di Guerra e sì a una Manovra che rimetta al centro salari, sanità, famiglie e imprese.

Le coperture esistono. È una questione di scelte politiche: tassare gli extraprofitti bancari ed energetici, rafforzare la digital tax sui colossi del web, introdurre una vera tassazione sulle transazioni finanziarie speculative e ridurre la spesa militare.

La differenza è tutta qui: da una parte una Manovra che prepara la guerra e scarica il conto sugli italiani; dall’altra proposte concrete per migliorare subito la vita delle persone e cambiare davvero il destino di questo Paese.

La manovra di bilancio 2026-2028 per la Lombardia proposta dalla giunta di centrodestra non è da meno: aumenta le disuguaglianze sociali, peggiora la qualità dei servizi pubblici essenziali e favorisce eccessivamente il settore privato, lasciando indietro le persone più fragili.

Vi attendiamo per parlare di questo e delle ricadute di queste scelte sulla vita dei cittadini venerdì 16 nella sala Belvedere del palazzo della Regione a Milano alle ore 18.00