1.
LA RIFORMA SCARDINA UN PILASTRO DELLA COSTITUZIONE: LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI
2.
Questa non è la riforma della Giustizia ma della magistratura
La sua approvazione non risolverebbe i problemi della giustizia, come la lentezza e l’inefficienza. Per risolverli, servono nuove assunzioni e ammodernamento delle strutture e degli strumenti digitali. La riforma invece punta solo a indebolire la magistratura.
3.
Vogliono indebolire il potere giudiziario e creare una casta di politici e potenti intoccabili
La riforma aumenterebbe l’influenza della politica sulla Giustizia. Il governo che ha attaccato continuamente la magistratura, ora vuole stravolgerla. I suoi organi di autogoverno, condizionati dai politici, non la difenderebbero più dagli attacchi esterni e dopo i Pm finirebbero sotto le direttive del governo, così come funziona negli Stati dove c’è la separazione delle carriere.
4.
Pm non più imparziali ma super-accusatori verso i cittadini comuni
I Pm separati dai giudici perderebbero imparzialità e diventerebbero avvocati dell’accusa, disinteressati a cercare le prove a discolpa degli indagati. Andremmo così verso il pericolosissimo modello americano in cui i cittadini senza santi in paradiso spesso sono condannati in partenza.
5.
Oltre 70 milioni l’anno sprecati, con quei soldi ogni anno potremmo pagare 600 magistrati in più
Passare da un Csm a due e creare l’Alta corte disciplinare costerebbe allo Stato circa 72 milioni in più l’anno, non per avere una giustizia più efficiente e a misura di cittadini ma per avere un potere giudiziario indebolito a vantaggio della casta.
QUANDO IL POTERE VUOLE
CONTROLLARE LA GIUSTIZIA,
LA RISPOSTA È NO
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