
“Se vuoi comprendere la realtà non devi fissare l’albero, ma alzare lo sguardo e vedere l’intera foresta”. Seguendo questo insegnamento di Giovanni Falcone, uno dei suoi maestri, Roberto Scarpinato spiega la vera posta in palio con il referendum nel quale saremo chiamati ad approvare o bocciare la riforma della magistratura, quella che impropriamente il governo Meloni chiama ‘riforma della Giustizia’.
Serve a rendere i procedimenti giudiziari più veloci? No. Garantisce la certezza della pena? No. Affronta un problema grave che riguarda le carriere dei magistrati? No. Allora a cosa serve veramente questa radicale modifica della Costituzione?
Roberto Scarpinato, oggi senatore del M5S, per 40 anni è stato un brillante e coraggioso magistrato antimafia. Da uomo indipendente e integerrimo ha a lungo studiato e contrastato gli intrecci tra la grande criminalità e il potere economico e politico. Grazie a questa importante esperienza, può mettere al servizio della verità e della democrazia la sua capacità di comprendere le dinamiche invisibili di quello che Giovanni Falcone, ancora lui, chiamava il gioco grande del potere.
In questo spettacolo teatrale Scarpinato prova ad accompagnare i cittadini a comprendere cosa c’è dietro questa contro-riforma, le sue radici storiche, i suoi padri e le sue madri di ieri e di oggi. Soprattutto, spiega qual è il disegno complessivo nel quale la riforma dell’ingiustizia si inserisce e che Italia avremo se questo tassello sulla giustizia passerà, se il disegno complessivo riuscirà a dispiegarsi.
In apparenza il 22 e 23 marzo dovremo solo pronunciare un SÌ o No sulla riforma costituzionale della magistratura proposta da Meloni e Nordio. In realtà la posta in gioco è un’altra: dovremo decidere se la Giustizia in questo Paese dovrà tornare a essere quella che era prima della Costituzione del 1948: una giustizia forte con i deboli e debole con i forti.
📍 Teatro Al Massimo, Palermo
📅 Venerdì 20 febbraio | ore 19:00
🎟️ Spettacolo gratuito – per accedere è necessario iscriversi👉 QUI