
È gravissimo quanto emerge da un’inchiesta di Fanpage in merito alla sanità marchigiana, guidata da sei anni dall’amministrazione di centrodestra.
Oltre 1600 sacche di plasma, pari a circa 6 quintali di materiale biologico donato da migliaia di cittadini, sono state distrutte. Un patrimonio prezioso che avrebbe potuto salvare vite, essere utilizzato per trasfusioni o trasformato in farmaci salvavita, è stato invece smaltito come rifiuto speciale.
Non si tratta di un evento imprevedibile o inevitabile. Alla base di questo spreco inaccettabile emergono criticità organizzative profonde: una grave carenza di personale, un sovraccarico operativo ormai fuori controllo e, soprattutto, segnalazioni ripetute che sarebbero state ignorate. Il Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale avrebbe lanciato più volte l’allarme, senza ricevere risposte adeguate. Al contrario, sarebbe stato imposto di proseguire a pieno regime, portando al collasso del sistema.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: sacche rimaste ferme oltre le 24 ore entro cui devono essere trattate, diventate quindi inutilizzabili. Uno spreco che rappresenta non solo un danno sanitario, ma anche un evidente danno erariale e un fallimento gestionale che chiama in causa precise responsabilità politiche e amministrative.
Per questo motivo abbiamo come Movimento 5 Stelle abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro della Salute a prima firma del deputato marchigiano Giorgio Fede. È necessario fare piena luce su quanto accaduto, accertare le responsabilità e attivare immediatamente i poteri ispettivi. Non possiamo permettere che inefficienze e carenze strutturali compromettano un pilastro fondamentale del nostro sistema sanitario: l’autosufficienza nazionale di sangue e plasma.
La salute dei cittadini e il valore delle loro donazioni devono essere tutelati con serietà, competenza e responsabilità. Su questo non possono esserci compromessi.
Andrea Quartini, deputato M5S in Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale
Giorgio Fede, deputato marchigiano del Movimento 5 Stelle e primo firmatario dell’interrogazione
Marta Ruggeri, Capogruppo M5S nel Consiglio Regionale delle Marche