
Da Cagliari arriva un passo avanti decisivo verso l’introduzione del salario minimo regionale. La Commissione Lavoro del Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la proposta di legge che introduce una soglia minima di retribuzione negli appalti pubblici regionali e misure concrete contro il dumping contrattuale.
Si tratta di un’iniziativa del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, a prima firma di Alessandro Solinas, presidente della Commissione regionale Bilancio, frutto di un lavoro politico e tecnico condiviso che ha visto il contributo autorevole di Nunzia Catalfo, già Ministra del Lavoro, e di Susy Matrisciano, già presidente della Commissione Lavoro del Senato.
Un lavoro di squadra che mette a sistema competenze maturate a livello regionale e nazionale, rafforzando la solidità dell’impianto normativo. Il testo è ora pronto per l’esame e il voto finale in Aula.
Una paga minima garantita di 9 euro l’ora
La proposta prevede una soglia minima inderogabile di 9 euro l’ora negli appalti pubblici regionali, intervenendo in un contesto – quello della Sardegna – dove le retribuzioni medie risultano ancora inferiori rispetto alla media nazionale.
Contrastare il dumping contrattuale significa impedire che la logica del massimo ribasso si traduca in:
- salari insufficienti
- precarietà strutturale
- compressione dei diritti
- abbassamento degli standard di sicurezza
Fissare una soglia minima non è soltanto una misura economica: è una scelta di giustizia sociale e di dignità.
Qualità del lavoro, sicurezza e inclusione
La proposta di legge introduce criteri stringenti nella gestione delle gare d’appalto e prevede un meccanismo premiale per le imprese che garantiscono:
- elevati standard di sicurezza sul lavoro
- sostenibilità ambientale
- promozione dell’occupazione femminile
- valorizzazione dell’occupazione giovanile
Non si tratta solo di stabilire un minimo salariale, ma di orientare le politiche pubbliche verso un modello di sviluppo fondato sulla qualità.
Una battaglia identitaria del Movimento 5 Stelle
Questa proposta rappresenta una delle battaglie identitarie del Movimento 5 Stelle: mettere il lavoro dignitoso al centro dell’azione politica.
L’obiettivo non è soltanto proteggere i lavoratori, ma affermare una visione precisa di Regione: una Sardegna che investe sul lavoro di qualità, che sostiene le categorie più esposte – in particolare donne e giovani – e che costruisce politiche strutturali capaci di incidere realmente sulla qualità della vita dei cittadini.
Ora la parola passa all’Aula.
Il salario minimo regionale non è più solo una proposta: è una prospettiva concreta, costruita con competenza, coerenza e visione.