
Al referendum non voteremo su una “riforma della giustizia”, ma sullo stravolgimento della magistratura voluto dal governo Meloni. Questa legge non risolverà nessuno dei problemi reali della giustizia, come la lentezza, l’inefficienza e la mancanza di certezza della pena. Non aiuterà a recuperare più velocemente un credito né a dirimere prima una lite condominiale. Lo ha ammesso anche il ministro Nordio, che ha dichiarato come questa riforma non incida sull’efficienza della giustizia.
Si tratta di una riforma contro i cittadini e contro la giustizia. È uno stravolgimento della Costituzione che punta a indebolire giudici e Pubblici ministeri di fronte alla politica e a pochi potenti. Questa verità se l’è fatta scappare anche lo stesso Nordio, mentre la presidente Meloni ha rincarato la dose.
Nordio ha affermato che la riforma serve a ridare alla politica il suo “primato” e la “libertà di azione”, aggiungendo che converrebbe a qualunque partito vada al governo. Meloni ha dichiarato che la riforma, insieme a quella sulla Corte dei Conti, rappresenta la “risposta più adeguata a una intollerabile invadenza”.
Vogliono le mani libere dal controllo di legalità. Vogliono che politici e altri potenti siano intoccabili e impuniti. I cittadini senza santi in paradiso, invece, avrebbero meno diritti e meno garanzie di oggi, perché correrebbero il rischio di avere a che fare con futuri pubblici ministeri lontani dalla cultura dell’imparzialità e della verità, trasformati in super-poliziotti e accaniti accusatori.