
Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati a esprimersi su una riforma che riguarda uno dei pilastri della nostra democrazia: l’equilibrio tra i poteri, in particolare tra il potere del governo e la magistratura. Prima del voto, ci ritroveremo insieme per un ultimo grande momento di confronto e partecipazione.
Hanno provato a spacciarla per una grande riforma per la giustizia ma la verità è emersa dagli stessi promotori: nessuno di loro ha mai sostenuto seriamente che avrebbe risolto i problemi reali che da anni affliggono il sistema giudiziario italiano. Questa è una riforma della magistratura che punta a indebolire il ruolo dei giudici a beneficio della politica.
Non accelera i processi, non riduce l’arretrato, non aiuta cittadini e imprese ad avere risposte più rapide dai tribunali. La presidente Meloni ci aveva provato a dire che la riforma serve a dare efficienza alla Giustizia, ma Nordio e Bongiorno hanno detto il contrario. E allora perché cambiare la Costituzione?
Anche qui la risposta, in fondo, l’hanno data gli stessi protagonisti della riforma. Hanno provato a nascondersi dietro slogan vuoti, analisi improvvisate e aggressioni confuse, ma in ultimo non si sono trattenuti e hanno collezionato una serie di clamorosi autogol, chiarendo con sincerità ciò che all’inizio cercavano di nascondere.
Nordio ha parlato della necessità di restituire alla politica il suo “primato” e la sua capo di gabinetto Giusi Bartolozzi ha urlato in diretta tv “votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”. Per Giorgia Meloni questa riforma è la risposta a quella che considera una “intollerabile invadenza”. A bacchettarli è arrivata la deputata leghista Matone che, preoccupata dal fatto che stesse emergendo la verità, ha detto: “Nordio confonde ciò che si può dire in un salotto da quello che si può dire pubblicamente, tutti noi pensiamo le cose che lui ha detto, ma sono cose che non si possono dire pubblicamente”. W la sincerità.
Lo scopo, dunque, è chiaro: non serve a far funzionare meglio la giustizia, ma a ridurre i controlli di legalità sul potere politico.
In queste settimane abbiamo attraversato il Paese per spiegare la vera posta in gioco dietro a questo referendum. Ora, a pochi giorni dal voto, ci ritroveremo per l’evento conclusivo.
Venerdì 20 marzo, al Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma, si terrà l’evento conclusivo della campagna referendaria per il NO. Un incontro aperto a tutti, con alcune delle voci più autorevoli del mondo della giustizia, del giornalismo, della cultura.
Non è una riforma della giustizia. È una riforma per chi vuole meno controlli e più impunità. È una riforma Salva-Casta.
E a questo disegno, il 22 e 23 marzo, la risposta è NO.
📍 Palazzo dei Congressi – EUR | Viale della Pittura 50, Roma
📅 Venerdì 20 marzo | ore 17:00
🎟️ Ingresso gratuito – Prenota il tuo posto👉 QUI