Territori in prima linea: il NO che nasce dal basso

Di Paola Taverna, vicepresidente vicaria del Movimento 5 Stelle e Susy Matrisciano, coordinatrice Comitato nazionale Territori

C’è un’Italia che non si gira dall’altra parte. Un’Italia che partecipa, che si informa, che sceglie.

La campagna referendaria territoriale del Movimento 5 Stelle è stata tutto questo: una straordinaria mobilitazione popolare, viva, concreta, fatta di volti, mani, parole. In tutta Italia abbiamo organizzato migliaia di banchetti nelle piazze e nei quartieri e centinaia di incontri pubblici, momenti veri di confronto e ascolto.

A rendere possibile tutto questo sono state le persone.

Grazie ai gruppi territoriali, ai parlamentari e a tutti gli eletti del Movimento, ai coordinatori regionali e provinciali, e soprattutto agli attivisti che non si sono risparmiati un solo istante: manifesti attaccati di notte, volantini distribuiti, infopoint e incontri organizzati con passione e dedizione. Ci avete messo tempo, energie, cuore.

E poi c’è la risposta degli italiani.

Un NO forte, chiaro, a chi pensava di poterli prendere in giro con riforme lontane dai bisogni reali.

Un NO alla guerra, a scelte che mettono a rischio il futuro e l’economia del Paese.

Un NO a chi parla di patria ma guarda altrove, a chi chiede sacrifici ai cittadini mentre investe in armi invece che in sanità, scuola e servizi.

Ma è stato anche un grande SÌ.

Sì alla Costituzione.

Sì alla giustizia uguale per tutti

Sì alla nostra storia e ai valori per cui donne e uomini come Falcone e Borsellino hanno dato tutto.

Perché la storia non è qualcosa che leggiamo soltanto nei libri.

La storia siamo noi, ogni volta che scegliamo di non restare in silenzio, ogni volta che partecipiamo, ogni volta che difendiamo ciò che conta davvero.

E questa volta, ancora una volta, gli italiani hanno scritto una pagina importante