Stop Fonderie Pisano, Regione Campania nega Aia

La vicenda delle Fonderie Pisano è una delle più emblematiche crisi ambientali e industriali della Campania. Parliamo di uno stabilimento attivo dagli anni ’60, collocato in un’area ormai densamente abitata, su cui nel tempo si sono accumulati provvedimenti, diffide, sospensioni e centinaia di segnalazioni da parte delle cittadine, dei cittadini e delle associazioni del territorio, che non hanno mai smesso di denunciare criticità ambientali e sanitarie.

Già nel 2016 l’impianto era stato sospeso per gravi violazioni. Negli anni successivi si sono susseguiti riesami dell’AIA, pareri negativi, contenziosi amministrativi e tentativi di adeguamento mai pienamente risolutivi. Nel 2024 l’Unione Europea ha imposto nuove BAT, con limiti ancora più stringenti, soprattutto su emissioni e diossine.

La svolta arriva con la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 6 maggio 2025, che ha riconosciuto la violazione del diritto alla vita privata e familiare delle persone esposte all’inquinamento, accogliendo le istanze di cittadini e associazioni e richiamando le istituzioni al dovere di intervenire.
In questo quadro, il decreto di rigetto dell’AIA e la decadenza dell’autorizzazione rappresentano un atto dovuto. Le risultanze sono chiare: mancato rispetto delle BAT, assenza di sistemi adeguati per l’abbattimento delle diossine, interventi solo programmati e non immediatamente efficaci, incompatibilità con un contesto urbano.
Determinante il lavoro dell’Assessora all’Ambiente, Avvocata Claudia Pecoraro, che ha guidato con rigore questo percorso insieme ai dirigenti e agli uffici regionali, mantenendo un confronto costante con il territorio, le associazioni e le cittadine e i cittadini.
Questa battaglia è stata portata avanti negli anni anche da Sergio Costa e Michele Cammarano, sempre al fianco delle comunità locali.

Oggi, con il Presidente Roberto Fico, la Regione Campania segna un cambio di passo netto: si sta dalla parte dei cittadini, delle associazioni, della salute e dell’ambiente.
Allo stesso tempo, resta forte l’impegno per le lavoratrici e i lavoratori, affinché la transizione sia accompagnata con strumenti concreti.

Anche sul sito Arcelor di Luogosano la linea è chiara: la Regione Campania sta monitorando con attenzione il percorso di dismissione e le evoluzioni legate al futuro dell’area, in un confronto costante con il territorio, i sindaci, le cittadine e i cittadini. Non si esclude a priori alcuna attività industriale, ma è evidente che ogni eventuale proposta dovrà essere fondata su un piano industriale credibile e orientata a un modello produttivo sostenibile. La priorità è garantire sviluppo e occupazione, nel pieno rispetto dell’ambiente, della salute e della vocazione del territorio.

Dopo anni di attese, la Campania sceglie responsabilità e coraggio, restando sempre al fianco delle cittadine, dei cittadini e delle associazioni, per costruire un futuro che metta al centro la vita, la salute e la dignità dei territori.