
Il Welfare Italia Index 2025, elaborato dal think tank promosso dal Gruppo Unipol con The European House – Ambrosetti, conferma che la Sardegna sta cambiando passo: la nostra regione si colloca al 2° posto tra le regioni del Sud e al 16° posto a livello nazionale.
L’indice si costruisce su due dimensioni: da un lato misura quanto una regione investe nel proprio sistema di welfare, dall’altro valuta gli effetti concreti di quegli investimenti sulla vita delle persone.
Quanto investiamo
Negli indicatori di spesa, la Sardegna raggiunge 78,1 punti, posizionandosi al 13° posto nazionale. I dati evidenziano scelte precise e mirate:
- Prima in Italia per spesa in protezione sociale, con l’1,57% del PIL regionale contro una media nazionale dello 0,9%.
- Seconda per investimenti nelle politiche del lavoro, con il 3,5% del PIL.
- Sesta per spesa sanitaria pro-capite, con 2.337 euro, sopra la media nazionale di 2.294 euro.
- Settima per investimenti in istruzione e formazione, al 4,5% del PIL contro il 3,5% nazionale.
Cosa sta cambiando
I dati strutturali ci confermano che le scelte fatte stanno producendo risultati concreti:
- La dispersione scolastica cala dal 17,3% al 14,5%, quasi tre punti in meno.
- Il tasso NEET (giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione) scende dal 22,8% al 20,3%.
- La percentuale di inattivi migliora, portandoci al 15° posto nazionale con il 54,1%.
Questi numeri ci raccontano una storia chiara: investendo con decisione in protezione sociale, lavoro, sanità e istruzione, la Sardegna sta producendo effetti concreti e positivi. Non ci fermiamo qui. Sappiamo che restano sfide importanti, a partire dall’occupazione femminile, ma i dati dimostrano che con programmazione e determinazione le cose possono davvero cambiare.
Alessandra Todde