
Giovedì 30 luglio è il giorno della verità, Giorgia Meloni e i suoi dovranno decidere se aiutare o se contrastare, per proteggere un esponente di Fdi, i magistrati antimafia di Roma che indagano sugli affari del Clan Senese.
Domenica 19 luglio vari esponenti di Fratelli d’Italia, il partito della premier Meloni, erano a Palermo a commemorare Paolo Borsellino con fiumi di parole, che purtroppo però sono vuote e ipocrite visto come si comportano poi nelle istituzioni, ad esempio in commissione Antimafia dove fanno di tutto per non arrivare alle verità scottanti e ancora nascoste su quella e altre stragi.
Ma stavolta si sono superati: tre giorni dopo il 19 luglio, mercoledì 22, nella Giunta delle Autorizzazioni della Camera, insieme ai loro colleghi di Forza Italia e Lega hanno detto no ai magistrati antimafia di Roma che chiedevano di poter utilizzare le conversazioni via chat tra il deputato fratello d’Italia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, una persona che era già stata condannata per aver fatto da prestanome e riciclatore di denaro sporco per il clan del boss Michele Senese.
Sì, avete capito bene: un sottosegretario alla giustizia in carica, e con lui altri esponenti di Fdi in Piemonte, è stato in stretto contatto con questo personaggio. Più precisamente ha aperto una società – “Le cinque forchette” – con la figlia appena diciottenne di Caroccia per gestire un ristorante. Insieme a loro erano soci due esponenti piemontesi di Fratelli d’Italia legati a Delmastro, più un quinta persona, sempre piemontese. Delmastro non è indagato, ma i magistrati stanno investigando per capire se i Caroccia riciclassero denaro sporco dei Senese anche in questo ristorante gestito con Delmastro, e ritengono essenziali i dialoghi contenuti nelle chat con il parlamentare di Fdi.
In particolare l’attenzione è su una chat di gruppo che include tutti i cinque soci de “Le cinque forchette”. Per questo hanno chiesto alla Camera l’autorizzazione ad utilizzare quelle chat. E la maggioranza di Giorgia Meloni ha detto no.
Per proteggere uno del cerchio magico di Giorgia Meloni stanno addirittura ostacolando un’indagine di mafia sul potentissimo clan Senese!
Se Delmastro non ha niente da nascondere, perchè opporre questa resistenza? Perchè lui stesso non mette a disposizione della magistratura quelle chat? Se fosse un uomo di Stato lo avrebbe fatto. Eppure quando aveva aperto la società per gestire un ristorante era sottosegretario alla Giustizia, cioè il vice del responsabile della Giustizia Italiana Carlo Nordio. Un vertice della Giustizia che ostacFuorilechattizia? Incredibile.
Vergogna, #Fuorilechat!