
Per la prima volta la Toscana ha approvato un Piano faunistico venatorio regionale. Un atto atteso da anni, approvato a maggioranza assoluta, che supera la frammentazione dei precedenti piani provinciali e definisce una programmazione unica per tutto il territorio regionale.
Come Movimento 5 Stelle abbiamo votato a favore perché abbiamo contribuito in modo determinante alla versione finale del Piano. Lo abbiamo fatto attraverso un confronto lungo e serrato con le associazioni ambientaliste e animaliste, portando le loro osservazioni dentro la discussione con la maggioranza.
Parliamo di un documento complesso, composto da oltre 1.600 pagine, sul quale sono state esaminate centinaia di proposte e osservazioni provenienti dal mondo ambientalista, agricolo e venatorio.
Il risultato segna un cambio di impostazione importante.
La gestione della fauna selvatica viene ricondotta alla tutela degli ecosistemi, della biodiversità e dell’equilibrio tra le specie. L’attività venatoria viene riconosciuta come una concessione subordinata alla conservazione della fauna e degli habitat. Viene inoltre superata l’idea del cacciatore come soggetto necessario alla regolazione della biodiversità.
Grazie al nostro lavoro, associazioni ambientaliste, agricoltori e cacciatori saranno coinvolti nelle decisioni che riguardano il territorio. Nessuna categoria potrà rivendicare una rappresentanza esclusiva dell’interesse pubblico.
Il Piano avvia il superamento delle munizioni al piombo, riduce le immissioni di fauna proveniente dagli allevamenti, aumenta la superficie delle aree protette e introduce una disciplina più restrittiva per gli appostamenti fissi.
Con le modifiche al Calendario venatorio avevamo già ottenuto il divieto di caccia alla pavoncella. Durante la discussione in Consiglio regionale abbiamo inoltre approvato atti di indirizzo per rendere pubbliche la connettività ecologica e la rete dei corridoi faunistici, superare la caccia alla volpe in tana e proteggere gli uccelli migratori sui valichi montani.
È un primo passo verso l’ecologismo integrale a cui tendiamo: una visione che considera insieme la tutela degli animali, degli ecosistemi, dell’agricoltura, del territorio e della salute delle persone. Elementi legati tra loro, che devono entrare nella stessa programmazione politica.
Abbiamo scelto di entrare nella maggioranza e di assumerci una responsabilità di governo anche per ottenere risultati come questo. Il Piano approvato dimostra che la presenza del Movimento 5 Stelle nel campo largo può modificare concretamente le politiche regionali e orientarle verso una maggiore tutela della fauna e della biodiversità.
Mentre il Governo nazionale amplia tempi e possibilità dell’attività venatoria, la Toscana sceglie una direzione diversa. E il contributo del Movimento 5 Stelle è stato decisivo.