
Oggi abbiamo portato una cassaforte in Aula. Un gesto simbolico per denunciare la scelta indegna della maggioranza, che continua a tenere sotto chiave le chat tra Delmastro e il prestanome del clan Senese, sottraendole alla magistratura.
Se, come sostengono i “Fratelli d’Italia”, quei messaggi non contengono nulla di compromettente, non si comprende perché impedirne l’acquisizione, né perché ostacolare l’accertamento della loro autenticità e completezza. La trasparenza, del resto, non può essere un principio da invocare soltanto quando non comporta conseguenze.
Chi governa dovrebbe avere, più di chiunque altro, interesse a dissipare ogni dubbio. Quando invece il potere alza uno scudo davanti a una richiesta di verità, la questione non riguarda più soltanto il contenuto di una chat, ma la credibilità stessa delle istituzioni.
Per questo continueremo a chiedere che quelle conversazioni siano rese accessibili. I cittadini hanno il diritto di sapere e le istituzioni hanno il dovere di operare nella piena trasparenza.
La verità non si chiude a chiave. Fuori le chat!