
Ci risiamo: Ericsson continua a smantellare la propria presenza a Genova e ancora una volta a pagare sono i lavoratori. La nuova procedura di licenziamento collettivo, che coinvolge 131 persone, è l’ennesima mazzata inaccettabile per le famiglie e per un territorio che all’azienda ha dato moltissimo in termini di competenze, professionalità e ricerca: a denunciarlo sono il capogruppo del M5S Liguria Stefano Giordano e dal capogruppo del M5S in Comune a Genova Marco Mesmaeker, che hanno portato la questione all’attenzione dei rispettivi consigli.
Quella di Ericsson è una vicenda che il MoVimento 5 Stelle Liguria e Genova segue da anni. Nel 2012 l’azienda contava nel capoluogo ligure oltre 900 lavoratori, mentre nel marzo 2025 erano scesi a circa 373. Un ridimensionamento progressivo che oggi rischia di subire un nuovo e drastico colpo con il coinvolgimento di 131 persone. Non si tratta soltanto di numeri occupazionali: a essere messo in discussione è un patrimonio di professionalità, ricerca e competenze costruito negli anni e strategico per il futuro tecnologico di Genova e della Liguria. È paradossale continuare a parlare di innovazione, 5G, ricerca e sviluppo degli Erzelli mentre proprio in quel polo tecnologico si assiste alla progressiva perdita di posti di lavoro e di attività ad alto contenuto tecnologico.
La vicenda assume inoltre un rilievo ancora maggiore considerando le risorse e gli strumenti pubblici che negli anni hanno sostenuto anche le attività di ricerca e sviluppo. Per questo è necessario che le istituzioni pretendano chiarezza sul futuro del sito genovese e introducano tutti gli strumenti disponibili per tutelare l’occupazione. In Consiglio comunale è stata chiesta la verifica e la riattivazione degli strumenti normativi di sostegno al reddito disponibili, in coordinamento con la Regione Liguria e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È stata inoltre posta la necessità di valutare la riattivazione del tavolo istituzionale attivato nel 2017, con il coinvolgimento di Comune, Regione e Confindustria. Nel frattempo, la Regione Liguria ha audito una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali, mentre il Comune di Genova ha predisposto un incontro con la proprietà e le organizzazioni sindacali.
Serve una reazione unitaria di tutte le istituzioni. Governo, Regione e Comune devono lavorare nella stessa direzione per fermare i licenziamenti e difendere integralmente l’occupazione. La questione Ericsson riguarda infatti molto più dei 131 lavoratori direttamente coinvolti. Difendere questi posti di lavoro significa difendere il patrimonio di competenze della città, la ricerca e la capacità di Genova di mantenere e attrarre attività ad alto contenuto tecnologico.