Legalità, una rete che cresce in tutta l’Emilia-Romagna

Di Elena Mazzoni, Assessora all’Agenda Digitale, Legalità e Contrasto alle Povertà – Regione Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna rafforza nel 2026 il proprio impegno per la legalità con 37 progetti finanziati e 1,2 milioni di euro di contributi regionali, per oltre 2 milioni di investimenti complessivi. Un lavoro che ho portato avanti con convinzione e che coinvolge 29 Comuni, 4 Unioni di Comuni, una Provincia, due Università e un’Azienda pubblica di servizi alla persona.

Un impegno che punta a costruire una rete stabile nei territori, mettendo insieme prevenzione delle mafie, educazione, inclusione sociale, sostegno alle fragilità e riuso dei beni confiscati.

I progetti raccontano concretamente questa impostazione. A Reggio Emilia un bene confiscato sarà recuperato per accogliere famiglie in difficoltà abitativa e verrà sostenuta la nascita dell’Osservatorio provinciale della legalità. Nel modenese, a Fiorano, un capannone confiscato alla ’ndrangheta diventerà un hub solidale per il recupero e la distribuzione di alimenti, mentre a Sassuolo un appartamento confiscato sarà destinato a giovani fragili accompagnati verso l’autonomia.

Nel bolognese, dove sono 11 i progetti finanziati, si va dai percorsi nelle scuole contro mafie e illegalità alla prevenzione dell’odio online e della violenza digitale. A Zola Predosa oltre 10mila metri quadrati di terreni confiscati saranno trasformati attraverso orti sociali, nuove alberature e attività educative.

La stessa attenzione attraversa tutte le province. A Piacenza gli studenti potranno affiancare la Polizia locale con “Ragazzi On the Road”; a Parma l’Università rafforzerà la ricerca sulle infiltrazioni mafiose nell’economia agroalimentare e ambientale; a Ferrara si interverrà anche sul contrasto all’usura; a Ravenna e nella Romagna Faentina saranno protagonisti scuole e giovani; a San Mauro Pascoli un bene confiscato sarà destinato all’accoglienza di persone e nuclei familiari fragili.

La legalità non è soltanto contrasto alle mafie e all’illegalità, ma anche educazione, inclusione, responsabilità collettiva e capacità di rafforzare le comunità. Restituire alla collettività un bene confiscato, investire sui giovani e sostenere chi vive situazioni di fragilità significa rendere i nostri territori più forti e togliere spazio alle mafie e a ogni forma di illegalità.

È questa la direzione del lavoro che il Movimento 5 Stelle porta avanti in Regione: una politica della legalità concreta, diffusa e vicina ai territori, capace di tenere insieme prevenzione, giustizia sociale e presenza delle istituzioni.