In Sicilia il governo Schifani trova i soldi per la politica, ma non quelli per i siciliani

Di Nuccio Di Paola, coordinatore regionale M5S Sicilia.

In Sicilia è la solita storia, prima la politica e gli amici degli amici, poi gli interessi dei siciliani. La scorsa settimana in commissione Bilancio dell’Ars, nel corso del ddl Variazioni, è stato approvato un emendamento di Fratelli d’Italia che garantisce notevoli aumenti di stipendi ai presidenti dei Liberi Consorzi (le vecchie Province) e rimborsi ai consiglieri di questi enti.

Peccato che, mentre la Sicilia affonda e il caro carburanti rischia di mettere in ginocchio imprese e famiglie, per gran parte delle esigenze dei siciliani non ci siano soldi, tant’è che tantissimi nostri emendamenti sono stati bocciati sempre con la stessa motivazione: mancanza di coperture. Il disco rosso è scattato per la climatizzazione nelle scuole, per misure antincendio, per le somme che volevamo destinare a combattere il caro energia e il caro carburanti, per il bonus affitti…

Per mancanza di coperture hanno bocciato pure il nostro bonus salute che avrebbe garantito alle famiglie meno abbienti di curarsi, permettendo loro di comprare le medicine e pagare visite ed esami che questo governo non è stato in grado di assicurare in tempi brevi col servizio sanitario, visto che ancora sono vive e vegete le liste d’attesa che in quattro anni l’esecutivo Schifani ha combattuto solo a parole.

I soldi mancano per tutto, ma li hanno trovati per garantire una grossa fetta di denaro da spartire ai deputati della maggioranza con quelli che ora chiamano Fit (fondi per gli investimenti territoriali), ma che in realtà non sono altro che le vecchie mancette destinate ai Comuni amici senza nessun criterio, visto che pure il nostro emendamento che prevedeva criteri oggettivi per l’assegnazione dei fondi a tutti i Comuni, anche a quelli senza Santi in Paradiso, è stato bocciato.