
📍 Taranto
📅 Venerdì 16 ottobre
🕕 Ore 18.00
📌 Salone di Rappresentanza – Provincia di Taranto – Via Anfiteatro, 4
Interviene e modera
Leonardo Donno, coordinatore regionale M5S Puglia e deputato
Saluti iniziali
Laura Sebastio, coordinatrice provinciale
Intervengono
Vito Parisi, sindaco di Ginosa e vicepresidente nazionale ANCI
Annagrazia Angolano, consigliera regionale
Valentina Palmisano, europarlamentare
Andrea Catone, presidente dell’associazione ODV “Articolo 11 – L’Italia ripudia la guerra”
Luca Pirondini, capogruppo in Senato
Michele Gubitosa, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e deputato
Conclusioni Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e senatore
La guerra la paghi tu.
Il tour del Movimento 5 Stelle per raccontare ai cittadini come le scelte sul riarmo incidano sulle risorse pubbliche riparte dalla Puglia, e precisamente da Taranto.
Dopo le tappe nei capoluoghi del Nord e a Roma, proseguiamo il nostro percorso nelle altre regioni d’Italia. La discussione sulla prossima manovra finanziaria si avvicina e il tema è sempre più evidente: quante risorse destinare al riarmo e quante, invece, alla sanità, alla scuola, al lavoro e ai servizi pubblici?
Vuoi sapere perché il Governo Meloni continua a investire miliardi nel riarmo?
Vuoi capire quali conseguenze hanno queste scelte sulle risorse destinate a sanità, scuola, trasporti, servizi pubblici e sostegno alle famiglie?
Vuoi capire chi sta pagando il prezzo delle scelte di politica economica e internazionale del Governo?
A Taranto apriamo un confronto pubblico su una questione che riguarda tutti: come le scelte sul riarmo e sulla politica estera stanno incidendo sulla vita quotidiana delle persone.
Mentre aumentano gli impegni sulle spese militari, milioni di famiglie continuano a fare i conti con il caro vita, con bollette sempre più pesanti, con l’aumento dei prezzi e con salari che non tengono il passo.
La guerra non si paga soltanto con le tasse.
Si paga al distributore di benzina.
Si paga al supermercato.
Si paga nelle bollette di luce e gas.
Si paga con un costo della vita sempre più alto.
E intanto le risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a sanità, istruzione, lavoro, ricerca, infrastrutture e sostegno alle famiglie vengono sempre più condizionate dalla corsa al riarmo.
La domanda che vogliamo porre è semplice:
Era possibile fare scelte diverse?
Per noi sì.
Perché difendere gli interessi dell’Italia significa prima di tutto difendere il benessere delle persone, garantire servizi pubblici efficienti, sostenere famiglie e imprese e investire nel futuro del Paese.
Non è solo una questione di numeri e bilanci.
È una questione di quali priorità scegliamo per il nostro Paese.
La guerra la paghi tu.
E per questo è importante capire quanto costa, chi la finanzia e quali alternative abbiamo.
Informarsi è un atto politico. Partecipare è il primo passo per cambiare le cose.