
Non possiamo chiedere agli alberi di salvarci dal caldo e, allo stesso tempo, sacrificare le loro radici per fare spazio a tavolini e dehors. Roma ha bisogno di più verde, più suolo libero e regole rispettate, non di nuove deroghe.
Gli alberi non sono elementi d’arredo urbano, né ostacoli da aggirare per ampliare lo spazio destinato alle attività commerciali. Sono esseri viventi, patrimonio della collettività e infrastrutture naturali indispensabili per affrontare la crisi climatica. Ci regalano ombra, abbassano le temperature, assorbono parte degli inquinanti, contribuiscono alla gestione delle acque piovane e, quando sono inseriti in una rete connessa di aree verdi, formano corridoi ecologici fondamentali per la biodiversità.
Eppure, a Roma, sembra che questo principio venga troppo spesso dimenticato.
Un Regolamento nato anche grazie al Movimento 5 Stelle, che va applicato e non indebolito
Nel 2021 Roma Capitale si è finalmente dotata del Regolamento del Verde pubblico e privato e del paesaggio urbano, approvato con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 17 del 12 marzo 2021. Un risultato importante, al quale il Movimento 5 Stelle ha contribuito, per costruire un quadro di regole a tutela del patrimonio arboreo e del verde cittadino. Il Regolamento è entrato in vigore il 15 maggio 2021. (Fonte: Roma Capitale)
Ma una domanda è inevitabile: a cosa servono le regole se poi vengono applicate poco e male, oppure si cerca di indebolirle?
I tagli di alberi effettuati in città, sui quali cittadini e associazioni chiedono da tempo trasparenza, motivazioni tecniche e controlli, alimentano la preoccupazione per la gestione del patrimonio arboreo capitolino. Ogni intervento deve essere valutato sulla base di dati verificabili, delle condizioni delle piante e delle garanzie previste dalle norme. Non basta piantare nuovi alberi per compensare automaticamente la perdita di esemplari adulti: un albero maturo offre benefici ambientali che una giovane pianta impiega anni, spesso decenni, a raggiungere.
Per questo non possiamo accettare che, invece di rafforzare l’applicazione del Regolamento, si proceda nella direzione opposta.
No alla deroga dei due metri attorno agli alberi
La proposta di deliberazione della Giunta Capitolina n. 88 del 29 settembre 2026, attualmente oggetto di esame, interviene sull’Allegato n. 15 del Regolamento e prevede la possibilità di derogare alla fascia di rispetto di due metri attorno alle alberature per collocare arredi al servizio delle attività di somministrazione, come tavoli, sedie, ombrelloni e altri elementi.
La proposta affida al Dipartimento Tutela Ambientale una valutazione caso per caso, sulla base anche di una relazione tecnica asseverata commissionata dal richiedente.
È proprio questa impostazione a destare preoccupazione. Una regola generale, pensata per proteggere gli alberi, rischia di essere sostituita da una successione di eccezioni. E in una città in cui i controlli sul territorio richiedono risorse, personale e continuità, introdurre ulteriori margini di deroga significa rendere più difficile garantire una tutela uniforme.
La fascia di rispetto non è un inutile cavillo burocratico. Serve a proteggere il terreno e l’apparato radicale da pressioni, calpestio e compattamento che possono compromettere la salute dell’albero. L’impatto effettivo va valutato tecnicamente, ma non può essere liquidato come irrilevante senza adeguate verifiche.
Il punto non è contrapporre indiscriminatamente commercio e ambiente. Le attività economiche sono una componente importante della vita cittadina, ma devono convivere con la tutela del patrimonio naturale e con il diritto di tutti a uno spazio pubblico accessibile, sicuro e vivibile.
Quale idea di città vogliamo lasciare ai nostri figli?
All’aula, ai consiglieri di maggioranza e all’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, rivolgiamo una richiesta chiara: mettete al centro delle vostre decisioni la tutela del patrimonio arboreo di Roma.
Dopo un’estate segnata dalle critiche per la gestione pessima del verde pubblico, veramente volete continuare su questa strada? Veramente volete modificare il Regolamento del Verde annullando lo spazio di salvaguardia per gli alberi?
È il momento di interrogarsi sulla responsabilità istituzionale di chi deve garantire che le regole ambientali siano rispettate e non progressivamente indebolite.
All’assessora Alfonsi e a tutta la maggioranza chiediamo di difendere il Regolamento del Verde, di assicurare trasparenza e controlli sulle decisioni che riguardano gli abbattimenti.
La questione non riguarda soltanto due metri di distanza o la collocazione di qualche tavolino. Riguarda il modello di città che vogliamo costruire: una città che protegge il proprio patrimonio naturale oppure una città che continua a consumare suolo e a ridurre gli spazi vitali del verde.
Non si può continuare così. Gli alberi vanno rispettati, protetti e messi nelle condizioni di vivere a lungo.
Mentre Roma discute di come consentire nuove eccezioni alla tutela degli alberi, altre città europee stanno lavorando nella direzione opposta.
A Parigi, la trasformazione di Place du Colonel-Fabien, completata nel 2026, ha portato alla creazione di oltre 1.760 metri quadrati di nuove superfici verdi, alla piantumazione di 74 alberi e alla rimozione della pavimentazione impermeabile su quasi 4.800 metri quadrati. Il progetto integra vegetazione, percorsi pedonali e piste ciclabili, rafforzando anche la connessione ecologica tra aree verdi della città. (Fonte: Ville de Paris)
Questa è una direzione concreta per affrontare la crisi climatica: il depaving, cioè la rimozione delle pavimentazioni inutili, per restituire il suolo alla sua funzione naturale. Un terreno permeabile permette all’acqua piovana di infiltrarsi, sostiene la vegetazione e contribuisce a mitigare il calore urbano.
Roma deve fare altrettanto, individuando parcheggi, piazze, cortili e superfici asfaltate non necessarie che possano essere rinaturalizzati. Occorre progettare una rete di alberature e corridoi verdi capaci di collegare parchi e giardini, aumentare l’ombra nei quartieri e migliorare la qualità della vita.
Il Movimento 5 Stelle ha già indicato la strada: attuare la mozione sul depaving
Il Movimento 5 Stelle ha portato questo tema in Assemblea Capitolina con la delibera sul depaving presentata a prima firma da Linda Meleo, capogruppo M5S in Campidoglio, insieme al lavoro dei consiglieri capitolini e al contributo di attivisti ed esperti. La proposta mira a integrare la rimozione delle superfici impermeabili inutili nella pianificazione urbana, attraverso un registro delle aree disponibili, criteri di priorità legati alle isole di calore, incentivi e un piano strutturale di interventi. (Fonte: Movimento 5 Stelle, 24 febbraio 2026)
È una proposta che guarda al futuro e che merita di essere tradotta in interventi concreti. Perché la lotta alle isole di calore non si affronta soltanto con nuove piantumazioni, ma anche proteggendo gli alberi esistenti e restituendo spazio al terreno vivo.
Il depaving e la tutela delle alberature sono due facce della stessa strategia: ridurre l’impermeabilizzazione, favorire la biodiversità, migliorare il drenaggio delle acque e costruire una città più resiliente agli eventi climatici estremi.
Roma scelga il verde, non le deroghe
Il Movimento 5 Stelle chiede che la proposta di modifica dell’Allegato n. 15 del Regolamento del Verde venga respinta e che si investa invece nella sua piena applicazione, nel monitoraggio delle alberature, nella trasparenza degli interventi e nella realizzazione di nuovi corridoi verdi.
Chiediamo inoltre che la proposta sul depaving diventi parte di una strategia concreta di adattamento climatico, con obiettivi misurabili e interventi prioritari nei quartieri maggiormente esposti al caldo e alla carenza di verde.
Gli alberi sono esseri viventi, ma sono anche una delle infrastrutture più preziose che abbiamo per affrontare il cambiamento climatico. Non possono essere considerati un elemento accessorio dello spazio urbano, né un ostacolo da aggirare quando entrano in conflitto con altri interessi.
Una città all’avanguardia protegge gli alberi adulti, libera il suolo dal cemento superfluo e pianifica il verde come un’infrastruttura essenziale.
Roma ha bisogno di questa visione, di regole applicate con coerenza e di istituzioni capaci di assumersi le proprie responsabilità. Il presidente Palmieri e l’assessora Alfonsi sono chiamati a dare un segnale chiaro: la tutela del patrimonio arboreo deve essere una priorità concreta, non soltanto una dichiarazione d’intenti.
Gli alberi non sono un lusso. Sono una necessità per il presente e per il futuro di Roma.
Alberi per il futuro, storica campagna territoriale con cui il Movimento 5 Stelle celebra la Giornata nazionale dell’albero. Già nel 2023 si contavano oltre 60.000 alberi piantati in più di 250 Comuni italiani. Un progetto nato dal basso, promosso dal MoVimento 5 Stelle ma aperto a tutti, con una piantumazione partecipata senza bandiere né simboli politici.
Gli alberi, come l’aria, sono di tutti.
Cosa facciamo, in concreto:
🌳 PIANTIAMO nuovi alberi in parchi, scuole, giardini e aree degradate.
💧 ANNAFFIAMO E CURIAMO quelli già messi a dimora.
🧹 PULIAMO E MANTENIAMO le aree verdi, insieme a cittadini e associazioni.
Ogni albero fa la sua parte: cattura CO₂, produce ossigeno, migliora il microclima e accoglie biodiversità. E dove c’è ombra si sta meglio, soprattutto per anziani e persone più fragili.
📅 Appuntamento il 21 e 22 novembre.
Troverai l’iniziativa più vicina a te sui canali del Movimento 5 Stelle. Porta guanti, voglia di sporcarti le mani e chi vuoi: amici, figli, nonni. Il futuro si pianta insieme.
Al sito https://www.alberiperilfuturo.it puoi trovare le informazioni utili ad organizzare la tua iniziativa!
Alberi per il futuro, radici forti contro il cambiamento climatico