Per Meloni tutto fa brodo per non parlare di disastri su stipendi, tasse, inflazione

Partiamo da una domandina semplice semplice. Come farebbe il Governo Meloni a parlare del crollo del 6,1% dei salari reali nel primo trimestre 2026 rispetto al primo trimestre 2021 (fonte Ocse)? Come farebbe a parlare del crollo dell’11% negli ultimi quattro anni del potere d’acquisto della liquidità depositata dagli italiani sui conti correnti bancari (fonte Bankitalia)? Come farebbe a parlare del +3% dell’inflazione a giugno 2026 (fonte Istat)? E del +4,4% fatto segnare sempre a giugno dai prezzi di carne, frutta, pesce e verdura fresca? E del +13% fatto segnare dal costo dell’energia? E del record della pressione fiscale degli ultimi 10 anni? E della benzina ormai a 2 euro al litro? E delle accise aumentate e ancora vive e vegete?

Non potrebbe e non vorrebbe parlarne, ovviamente, visto il disastro generale. Neanche le veline di Fazzolari sarebbero più utili a nasconderlo. E allora ecco i vari casi Roggero e Bologna, usati e cavalcati come strumenti di totale distrazione di massa.

Ovviamente sono casi di estrema importanza, che nessuno vuole derubricare. Ma l’uso dopante che ne fanno il Governo e la maggioranza è davvero capillare e vergognoso.

Tutto fa brodo pur di non parlare agli italiani delle cose che in realtà sanno bene quando entrano al supermercato e si fermano alla pompa di benzina.